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Il DVR cos’è, è obbligatorio, a cosa serve? Tutte le risposte

Indice

DVR cos’è e in che forma è fatto

DVR cos’è e perché ne parliamo? Innanzitutto, DVR è l’acronimo di Documento della Valutazione dei Rischi e serve a individuare possibili rischi e a prevenirli sul luogo di lavoro nonché evitare situazioni gravi che possono richiedere aiuti medici. In seguito a una valutazione di tutti rischi, viene studiato e attuato un piano preciso con l’obiettivo di eliminare o ridurre al minimo la probabilità che succedano incidenti.

Le prime informazioni che servono per il completamento di questo documento sono il numero dei lavoratori in azienda e la mansione svolta da ognuno di essi.

Il documento può essere sia cartaceo che in digitale e per alcune aziende è possibile crearne uno standardizzato.

Mancata o incompleta elaborazione del Documento di Valutazione Rischi, cosa succede e cosa fare?

Un aspetto importante è quello che riguarda le sanzioni che vengono applicate in caso di mancata o incompleta elaborazione del DVR. Prima di tutto va segnalato che esistono diversi organismi preposti a diversi tipi di controlli che possono richiedere di visionare il DVR, per esempio l’ASL, l’INPS, l’INAIL oppure i Vigili del Fuoco. Questi addetti possono addebitare al datore di lavoro costi di ammenda (riparazione di una colpa commessa) cha vanno da un minimo di 3000 € fino a un massimo di 15000 € e pene detentive fino a otto mesi.

La mancata redazione e/o il mancato aggiornamento del DVR, se tali pratiche sono ripetute, possono comportare anche la sospensione dell’attività imprenditoriale. In termine si può quindi affermare che l’elaborazione del Documento di Valutazione dei Rischi risulta oggi un obbligo per le aziende italiane, rivolto a tutelare la salute e la sicurezza dei lavoratori e l’adempimento della conformità legislativa; è pensato per essere un documento dinamico e interattivo che deve rispecchiare le reali particolarità specifiche dell’azienda, evidenziando da un lato le criticità e le relative misure di miglioramento, e dall’altro le esposizioni ai rischi effettivamente presenti nel contesto lavorativo.

DVR cos’è e quali sono le aziende obbligate a redigerlo

L’omessa redazione del DVR è punita con la detenzione fino a otto mesi quando a violare l’obbligo sono:

  • Aziende con più di 200 lavoratori;
  • Industrie estrattive con più di 50 lavoratori;
  • Aziende di fabbricazione e deposito esplosivi, polveri e munizioni;
  • Strutture di ricovero e cura pubbliche e private con oltre 50 lavoratori;

Cosa deve contenere il DVR?

Il DVR è un documento obbligatorio che dimostra l’avvenuta valutazione dei rischi legati all’attività nell’azienda e deve essere quindi conservato nella sede e consegnato agli organi di controllo in caso di richiesta o di controllo. La principale funzione del DVR aziendale è quella di identificare i rischi per la salute e per la sicurezza che sono connessi al lavoro nell’azienda e a definire gli interventi da realizzare per eliminare o ridurre simili rischi.

Il DVR deve contenere:

  • La descrizione dell’azienda e l’organigramma della sicurezza;
  • La valutazione dei rischi generici per la salute e la sicurezza, presenti nella maggior parte delle realtà aziendali, a cui sono esposti i lavoratori;
  • L’indicazione delle misure di prevenzione e protezione messe in atto dopo la valutazione;
  • La valutazione dei rischi specifici, ad esempio, aziende che operano in uno specifico settore con lavoratori esposti a rumori, vibrazioni, radiazioni o di prodotti chimici quali gas, vapore e/o liquidi;

Il documento deve avere impressa la data di redazione del documento, la firma del datore di lavoro, la firma del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione (RSPP), del medico competente e del rappresentante dei lavoratori per la sicurezza (RLS).

Chi redige il DVR? Ogni quanto è da redigere?

Il datore di lavoro che ha almeno un dipendente da tutelare, ha l’obbligo di redigere il DVR. I lavoratori autonomi e le imprese familiari invece non sono sottoposti a questo obbligo, ma devono seguire le raccomandazioni dell’articolo 2222 del Codice civile:

Sul contratto d’opera, si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, né potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.

Per determinare tutti i possibili rischi su un determinato luogo di lavoro è prima necessario effettuare un’attenta analisi di essi. Successivamente si arriva all’elaborazione del DVR. Il datore di lavoro è il soggetto e lo scrittore del documento, ma esso si può avvalere alla collaborazione di figure professionale specializzate come:

  • Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione | RSPP: è una persona con dei requisiti professionali che ha il compito di coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi. In alcuni casi previsti dalla legge, il datore di lavoro può ricoprire autonomamente il ruolo di RSPP. In alternativa, può decidere di affidarsi ad un tecnico specializzato in sicurezza sul lavoro che poi, lo affiancherà nella redazione del DVR.
  • Medico Competente | MC: possiede titolo e requisiti professionali, collabora con il datore di lavoro nella valutazione dei rischi di un’azienda ed effettua una sorveglianza sanitaria sui lavoratori
  • Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza | RLS: è la persona eletta per rappresentare i lavoratori. Nelle aziende con meno di 16 lavoratori il RLS è eletto direttamente dai dipendenti. Tutti i dipendenti possono essere presi in carica, tranne quelli in prova, apprendisti e quelli con un contratto determinato.

Il datore di lavoro rimane in ogni caso il primo e principale responsabile della valutazione della valutazione dei rischi.

Quali passaggi si effettuano per redigere al meglio un DVR?

Dopo aver risposto alla domanda “Il DVR cos’è“, vediamo quali passaggi seguire per redigerlo al meglio:

  • Elencare tutti i rischi presenti sul posto di lavoro: creare un vero e proprio elenco di tutti i rischi che si riescono ad individuare e tutto quello che può determinare un incidente sul lavoro.
  • Ordinare i rischi in una scala di grandezza e probabilità di accadimento, dare una valutazione a ciò che può essere più pericoloso e a ciò che può esserlo meno.
  • Elencare le misure di prevenzione e protezione già esistenti in azienda.
  • Creare un crono-programma dei lavori da effettuare per il miglioramento delle condizioni di sicurezza: inserire nell’elenco gli interventi migliorativi da effettuare affiancati alle relative date di scadenza.
  • Collaborare e chiedere consigli alle figure addette alla sicurezza: scrivere nel documento nomi e cognomi di chi si occuperà della sicurezza ordinaria di tutti i giorni come RSPP, MC e RLS.
  • Specificare nel documento se vengono svolte attività particolarmente rischiose per cui potrebbe occorrere una formazione e un addestramento specifico, punto importante per aziende come fonderie, falegnamerie, imprese edili.

Articolo scritto in collaborazione con gli studenti del CFP Fondazione Le Vele di Garlasco: A.P. G.P. G.Q.

L'autore
Filippo Sansica
Filippo Sansica
RSPP, Responsabile commerciale Le Vele Servizi S.r.l.
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